Attività intramoenia e Chirurgia Estetica
Sono passati otto anni da quando è entrata in vigore per la prima volta la legge che istituiva l’Attività Libero Professionale in Intramoenia nel nostro Servizio Sanitario Nazionale. Si sono avvicendati ben 5 Ministri della Sanità in questi anni. Sembra impossibile che ancora nessuno abbia ancora colto le contraddizioni che vi sono nell’esercizio della Chirurgia Estetica usufruendo di questo istituto. È un vero peccato , perché è proprio dalla presa di coscienza di queste contraddizioni che potrebbero affiorare e trovare soluzione anche altre problematiche inerenti questa disciplina. Quali sono queste contraddizioni? Provo qui ad elencare le principali:
1) La Chirurgia Estetica “pura” , cioè quella che non scaturisce da necessità originate da malattie, traumi o malformazioni , è esclusa dai LEA , cioè dai livelli minimi di assistenza. Allo stesso modo sono esclusi per esempio a giusta ragione agopuntura, omeopatia, chiroterapia ecc.
Ma Come è possibile che questa attività possa poi essere effettuata come attività libero professionale intramoenia?
Se ciò valesse per le altre discipline che ho prima elencato si potrebbe arrivare alla situazione estrema di un medico dipendente del SSN che chieda ed ottenga di effettuare in ambulatorio sedute di “pranoterapia” !
2) Ammesso che invece nel caso della Chirurgia Estetica ciò sia possibile, andrebbe chiaramente specificato nella legge. Infatti uno dei principi fondamentali dell’Intramoenia è che è assolutamente vietato praticare in regime privato terapie che non si è in grado di fornire anche nel pubblico.
3) Ma anche superati i due punti precedenti, dal momento che un altro concetto fondamentale di questo istituto è che non si possono effettuare nella attività privata volumi di attività maggiori che nel pubblico nasce questo quesito: Come si fa ad esercitare questa attività di controllo confrontando due fattispecie completamente differenti tra loro? Per esempio un chirurgo generale non deve effettuare in intramoenia più appendicectomie che nel pubblico, ma un chirurgo estetico che non può effettuare questi interventi nel pubblico come viene controllato?
4) Uno dei compiti dell’intramoenia dovrebbe essere quello di limitare le liste di attesa, le liste di attesa in chirurgia estetica non esistono.
La mia opinione è che il ministro dovrebbe affrontare questo problema in un contesto più ampio. E’ nelle cronache di questi giorni l’annuncio dell’On. Wladimir Luxuria di presentare un disegno di legge che preveda che gli interventi di chirurgia estetica di adeguamento di genere vengano assicurati dal SSN a coloro che li richiedono anche disgiuntamente dai cambiamenti di sesso, per i quali sono già previsti.
Ritengo questa richiesta giusta , ma eccessivamente “di parte”.
Perché i problemi psicologici di una diciottenne che non raggiunge la prima misura di reggiseno dovrebbero essere meno importanti di quelli del suo coetaneo aspirante “trans” che non ha seno ma si sente donna ? Per quale ragione si deve ritenere così scandaloso che lo stato si addossi i costi di una rinoplastica per un giovane che presenta una piramide nasale particolarmente sovradimensionata ? Come si fa ad essere sicuri di non poter affermare che si tratta di una malformazione? E quando questo poveretto dà fondo a tutti i suoi risparmi, racimola una somma modesta ma sufficiente a farsi operare da un principiante in un sottoscala e si fa operare e ci lascia la vita è ancora un problema di cui lo stato non si deve interessare?
E’ un problema questo che sarà sempre più grave se la Chirurgia Estetica resterà ghettizzata in un mondo alternativo, affidato sempre più alle leggi del mercato piuttosto che a quello della deontologia professionale.
Allora i casi sono due, o lo stato si tiene fuori completamente dal problema, dichiarando che la Chirurgia Estetica è non solo fuori dai LEA , ma fuori dei suoi interessi o affronta il problema in toto.
-Nel primo caso sarebbe doveroso a questo punto che ciò che è tenuto fuori dal SSN sia fuori anche dell’intramoenia. Di conseguenza il medico che la pratica fuori dell’ospedale non farebbe altro che esercitare il proprio diritto alla libera imprenditoria , alla stessa stregua di un proprietario di una fabbrica o di un negozio.
-Nel secondo caso è necessario che lo stato affronti i problemi di questa disciplina , cerchi di attirarne in strutture pubbliche e sicure la maggior parte, metta a punto degli strumenti che permettano di valutare quanto di un intervento richiesto c’è di futilità e quanto di necessità e quanto quindi lo stato sia giusto che intervenga nella soluzione del problema. Allora ci sarnno per esempio le rinoplastiche assolutamente voluttuarie per la quale è giusto che non vi sia intervento del SSN, quelle intermedie , che potranno essere effettuate in intramoenia con vari livelli di intervento da parte del SSN, e quelle che un collegio di esperti avranno giudicato indispensabili ad una normale vita di relazione, che potranno e dovranno essere effettuate in ospedale a completo carico del SSN , indipendentemente dal sesso……caro On. Luxuria !!!

Le disposizioni riguardanti l’inclusione della chirurgia estetica nei LEA sono molto ambigue e soggette ad interpretazioni , ma nel suo caso credo che non ci siano dubbi nell’affermare che la simmetrizzazione delle sue mammelle è a carico del SSN.
ho fatto una quadrectomia alla mammella destra per un carcinoma in situ, ho finito il trattamento radioterapico e vorrei apere se nel tempo ho diritto ad un bilanciamento estetico dei seni
elena.mutinelli@alice.it
http://www.elenamutinelli.eu