Premio “Antonino Campanella”

In occasione del Workshop tenutosi all’IDI a giugno 2011, è stato istituito il Premio “Antonino Campanella”, indirizzato ai medici del V anno di specializzazione in Chirurgia Plastica delle 5 scuole romane. Considerando che si tratta di un evento formativo, che mira a verificare le capacità del candidato di presentare un lavoro scientifico in ambito congressuale, verranno valutate principalmente chiarezza espositiva, concisione, rispetto dei tempi e, solo in ultimis, il contenuto.
Caratteristiche :
Presentazione orale ppt di 10 minuti strutturata in: premessa, introduzione, materiali e metodi, risultati, discussione e conclusioni. Le domande correlate di generalità, anno e scuola di iscrizione e titolo della presentazione dovranno pervenire a breve via mail alla segreteria ACPIC (claudiobernardi@tiscali.it). I lavori saranno presentati durante la riunione ACPIC di martedì 8 novembre.
La premiazione avverrà in quella di martedì 13 dicembre 2011.
Premi in palio: Primo classificato G. Botti Chirurgia estetica dell’ invecchiamento facciale - Piccin ed. A tutti i partecipanti N. Scuderi A me la mela - Feltrinelli ed.

Chirurgia Estetica e depressione

La chirurgia plastica "ritocca" anche la depressione?

La chirurgia plastica migliora l’autostima, questo lo sostengono in molti; ma ancora nessuno si era spinto tanto oltre da sostenere che tra coloro che ricorrono a interventi mirati a migliorare piccole o grandi imperfezioni del corpo (reali o percepite come tali) si riduce sensibilmente anche il numero di persone che fanno uso di antidepressivi .

Lo ha sostenuto Bruce Freedman, chirurgo plastico e membro dell’American Society of Plastic Surgeon (ASPS) , nel corso del congresso nazionale tenutosi a San Francisco.

Freedman ha presentato uno studio che visto coinvolti 362 soggetti che si sono sottoposti a chirurgia estetica; di questi circa il 61 per cento faceva uso di antidepressivi. I pazienti sono stati seguiti nel decorso post operatorio per i sei mesi successivi; dopo questo arco di tempo la percentuale di coloro che usavano farmaci antidepressivi è scesa al 31 per cento. Il 98 per cento dei pazienti che si sono sottoposti a intervento chirurgico hanno affermato che la loro autostima era aumentata dopo l’operazione.
"Non vogliamo sostenere che la chirurgia estetica sia una buona terapia antidepressiva, ma aiutando i nostri pazienti ad avere il controllo su alcune delle cose che li rendono infelici, li aiutiamo anche a migliorare la qualità della loro vita", ha sostenuto Freedman.

Un dato, tra quelli presentati dal chirurgo, fa riflettere: il 61 per cento di coloro che si rivolgono alla chirurgia plastica sono in cura con antidepressivi. Più della metà delle persone che sono state incluse in questo studio e che si sono sottoposte a intervento vivono un momento di difficoltà emotiva. Se si guarda alla questione da questo punto di vista si potrebbe anche pensare che buona parte dei soggetti inclusi in questo gruppo in realtà hanno cercato di modificare uno stato di disagio cambiando qualcosa del proprio corpo.

Fonte: Il Pensiero Scientifico Editore - Mar 10 Ott
Plastic Surgery Conference 2006
emanuela grasso

1 comment to Chirurgia Estetica e depressione

  • silvia

    mi stupisce questo articolo.
    Soffro di depressione e dismorfofobia e nessun chirurgo osa operarmi finchè non sarò “guarita ” psichicamente.
    Ma se l’ossessione dismorfofobica è alimentata da difetti fisici ,non se ne esce….
    help!