Premio “Antonino Campanella”

In occasione del Workshop tenutosi all’IDI a giugno 2011, è stato istituito il Premio “Antonino Campanella”, indirizzato ai medici del V anno di specializzazione in Chirurgia Plastica delle 5 scuole romane. Considerando che si tratta di un evento formativo, che mira a verificare le capacità del candidato di presentare un lavoro scientifico in ambito congressuale, verranno valutate principalmente chiarezza espositiva, concisione, rispetto dei tempi e, solo in ultimis, il contenuto.
Caratteristiche :
Presentazione orale ppt di 10 minuti strutturata in: premessa, introduzione, materiali e metodi, risultati, discussione e conclusioni. Le domande correlate di generalità, anno e scuola di iscrizione e titolo della presentazione dovranno pervenire a breve via mail alla segreteria ACPIC (claudiobernardi@tiscali.it). I lavori saranno presentati durante la riunione ACPIC di martedì 8 novembre.
La premiazione avverrà in quella di martedì 13 dicembre 2011.
Premi in palio: Primo classificato G. Botti Chirurgia estetica dell’ invecchiamento facciale - Piccin ed. A tutti i partecipanti N. Scuderi A me la mela - Feltrinelli ed.

Donne con chirurgia plastica al seno, tassi elevati di suicidio

Donne con chirurgia plastica al seno, tassi elevati di suicidio

Recenti studi hanno già stabilito che le donne che subiscono chirurgia cosmetica al seno hanno maggiori probabilità di avere storie di malattia psichiatrica di quelle sottoposte ad altri interventi di chirurgia plastica.

Tassi di suicidio elevatissimi tra le donne con protesi al seno: l’allarme arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Epidemiology, che sta spingendo un numero sempre crescente di chirurghi plastici a consigliare alle pazienti che richiedono tale intervento chirurgico un’accurata visita psichiatrica preventiva alla ricerca di patologie mentali passate e presenti.

Recenti studi hanno già stabilito che le donne che subiscono chirurgia cosmetica al seno hanno maggiori probabilità di avere storie di ospedalizzazione psichiatrica di quelle sottoposte ad altri interventi di chirurgia plastica.

I ricercatori del National Cancer Institute di Bethesda hanno analizzato i dati di 12.144 donne statunitensi sottoposte a mammoplastica additiva tra il 1960 ed il 1988 e li hanno confrontati con quelli su 3614 donne sottoposte ad altri tipi di chirurgia plastica durante lo stesso periodo, comparando i tassi di mortalità presenti nei due gruppi in un periodo di circa 20 anni. I risultati sono stati ulteriormente raffrontati con i tassi di mortalità medi della popolazione femminile nello stesso periodo di tempo.

È emerso che le donne con protesi mammarie impiantate hanno tassi di mortalità più bassi per la maggior parte delle cause, compreso il tumore della mammella (nonostante l’evidenza che le protesi mammarie possano interferire con le immagini mammografiche). Unica eccezione, il suicidio, per il quale le pazienti sottoposte a impianto di protesi mammarie mostrano una tendenza addirittura doppia rispetto alle pazienti sottoposte ad altre procedure di chirurgia plastica.

Le ragioni di questo dato più elevato rispetto alla media restano ancora da chiarire, anche se la causa sarebbe da ricercare, secondo numerosi scienziati, nei tassi di depressione, ansia e scarsa stima di se stesse che sono significativamente elevati tra le donne che ricorrono alla chirurgia estetica cosmetica della mammella.

Fonte: Yahoo Salute

di david frati

Brinton LA, Lubin JH, Cay MM et al. Mortality Rates Among Augmentation Mammoplasty Patients: An Update. Epidemiology 2006; 17(2):162-69.

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