Lasers


Protocollo di Consenso Informato ad intervento di LASER ERBIUM – CO2

Autorizzazione al trattamento dei dati personali (Legge 31 Dicembre 1996 N°675)

TRATTAMENTO CON VASCULIGHT

Il sistema Vasculight permette di utilizzare due fonti di energia: una luce pulsata intensa (Photoderm) che viene abitualmente impiegata nel trattamento di inestetismi quali capillari del volto, angiomi congeniti, peli superflui, tatuaggi e macchie cutanee di differente origine, colore e profondità, ed un laser Nd:Jag a 1064 nanometri utilizzato prevalentemente nel trattamento delle teleangectasie (capillari) degli arti inferiori.
La metodica si basa sul moderno concetto della fototermolisi selettiva: in base alla lunghezza d’onda del filtro utilizzato, la luce interagisce prevalentemente con l’emoglobina o la melanina, colpendo selettivamente il bulbo pilifero, il capillare, il pigmento del tatuaggio o il pigmento delle macchie cutanee e determinandone, rispettivamente, la caduta, la fotocoagulazione o la frammentazione.
La luce viene assorbita solo in minima parte dalla cute, che quindi, generalmente, non risulta danneggiata.
Il trattamento, di solito svolto in più sedute, non è invasivo.

I peli superflui vengono colpiti a livello della matrice e possono cadere subito o dopo alcuni giorni di trattamento. Solo i peli in fase attiva (anagen) possono essere distrutti. Per tale motivo saranno necessari più trattamenti, a distanza di sei-otto settimane l’uno dall’altro, il cui numero varia a seconda della sede corporea e delle caratteristiche dei peli. L’efficacia del trattamento sarà maggiore in presenza di peli grossi e scuri, minore per peli chiari e sottili. Alla fine del trattamento circa il 90% dei peli non presenta ricrescita, ed i pochi peli residui appaiono più sottili.

Gli inestetismi vascolari (angiomi congeniti, couperose, capillari delle gambe) vengono fotocoagulati dalla luce pulsata o dalla sorgente laser. I piccoli vasi colpiti possono non essere più presenti alla fine della seduta di trattamento o scomparire nelle settimane seguenti. Il trattamento definitivo richiede generalmente più sedute.

Le lesioni pigmentate (e quindi anche i tatuaggi) vengono eliminate grazie alla frammentazione del pigmento ad opera della luce pulsata. Si forma abitualmente una crosta (più evidente nel caso dei tatuaggi) destinata a guarire nel corso di 1-2 settimane. Durante tale periodo deve essere applicata una pomata antibiotica.

TECNICA DI TRATTAMENTO – Nel corso del primo colloquio, il medico indagherà per la presenza di malattie sistemiche, quali coagulopatie, diabete, malattie del collagene.
Nel trattamento dei capillari degli arti inferiori, verrà ricercata la presenza di insufficienza venosa degli arti inferiori, eventualmente mediante esame Doppler.
Durante il trattamento è importante escludere l’assunzione di farmaci o droghe potenzialmente fotosensibilizzanti, che esporrebbero alla possibilità di piccole ustioni superficiali della cute.
Risulta fondamentale che il/la paziente non si sia esposto/a all’azione dei raggi ultravioletti da almeno un mese: le sedute possono essere opportunamente interrotte durante i mesi estivi per essere riprese almeno uno-due mesi dopo l’ultima esposizione solare.
Durante la prima seduta viene abitualmente effettuato un test, atto a identificare i giusti parametri in relazione al tipo di patologia e a valutare la reattività cutanea individuale.
Durante il trattamento si può provare senso di bruciore, che si attenua rapidamente nel corso di alcuni minuti.

DOPO IL TRATTAMENTO – Dopo il trattamento è normale osservare un arrossamento e talvolta gonfiore dell’area trattata, destinati a scomparire nel corso di alcuni giorni. La zona trattata deve essere trattata con delicatezza per alcuni giorni, evitando per alcuni giorni cerette e detergenti aggressivi.
Nel trattamento dei tatuaggi, si formano abitualmente croste o bolle destinate a scomparire in 1-2 settimane. La formazione di crosticine dopo trattamento di peli superflui o lesioni vascolari è rara; il/la paziente non deve comunque rimuoverle, ma trattarle con una pomata antibiotica fino a guarigione.

COMPLICANZE – Le complicanze dopo trattamento con Vasculight sono rare e quasi sempre transitorie.
Sono possibili, soprattutto in pazienti di colorito scuro, alterazioni del colore della pelle (ipo o iperpigmentazioni) reversibili, nella quasi totalità, in un tempo che può essere anche di un anno.
Nel trattamento delle teleangectasie degli arti inferiori è stata descritta la rara comparsa di flebite che richiederà una terapia medica idonea.

(Testo a cura del Dott. Elio Caccialanza – Dott.ssa Patrizia Magnani)

TRATTAMENTO CON LASER ERBIUM-CO2

Il trattamento con Laser Erbium-CO2 permette un miglioramento delle irregolarità cutanee superficiali del volto, quali rughe sottili, difetti di pigmentazione da danno solare, cicatrici da acne, attraverso l’asportazione selettiva degli strati superficiali dell’epidermide e del derma. La profondità del trattamento, che condizionerà l’entità del risultato ma anche il tempo di recupero estetico, è basata fondamentalmente sulla quantità di energia Erbium o CO2 utilizzata dall’operatore e dal numero di passaggi eseguiti; il tipo di terapia laser viene quindi concordata con il/la paziente in relazione alle sue aspettative ed alla sua disponibilità ad affrontare un decorso post -trattamento più o meno prolungato.
Le due fonti di energia, infatti, hanno caratteristiche ed efficacia differenti: il laser CO2 permette risultati più radicali, avendo un’azione più profonda ed un effetto di riscaldamento sulle zone trattate, che determina un “effetto lifting” particolarmente vantaggioso nei soggetti caratterizzati da una pelle con alterazioni solari importanti (discromie, rughe sottili diffuse) e iniziale lassità dei tessuti facciali. Dopo il trattamento, la pelle del viso risulta quindi non solo migliorata nell’aspetto superficiale ma anche più tonica.
L’efficacia maggiore del laser CO2 comporta però un arrossamento post-trattamento che può durare anche alcuni mesi. La paziente, in questo periodo, deve evitare di esporsi ai raggi ultravioletti e mascherare l’arrossamento cutaneo con un fondotinta molto coprente. Il trattamento deve quindi essere accuratamente pianificato con il/la paziente, che deve essere consapevole che il risultato, estremamente favorevole sotto il profilo estetico, si associa ad un lungo decorso post-trattamento e che dovrà seguire scrupolosamente, per alcuni mesi, le istruzioni del medico.
Il laser Erbium determina un’azione più superficiale e, non avendo effetto di riscaldamento sui tessuti, non ne comporta il rassodamento. Per la sua azione più blanda risulta tuttavia indicato nelle lesioni più fini, quali le piccole rughe periorbitarie, o nei/lle pazienti che non siano disposti/e ad affrontare un arrossamento cutaneo prolungato: dopo trattamento con laser Erbium, infatti, la cute rimane arrossata solo per alcune settimane.
L’introduzione di una strumentazione che integri le due fonti di energia ha permesso alcune nuove possibilità: Le due sorgenti laser, CO2 ed Erbium, possono infatti essere opportunamente associate e modulate nell’intensità, in modo da ottenere il risultato desiderato e concordato con il/la paziente, variando opportunamente la profondità del trattamento ed ottenendo un decorso post-operatorio di durata inferiore rispetto all’utilizzo del solo CO2.

INDICAZIONI – Il trattamento con laser Erbium-CO2 risulta indicato nel trattamento delle rughe superficiali del volto, delle irregolarità di pigmentazione, delle cicatrici esito di acne. La metodica viene utilizzata isolatamente, in pazienti con difetti della trama cutanea, ma può anche essere opportunamente associata ad un lifting chirurgico, che porta ad un riposizionamento dei tessuti senza però migliorare l’aspetto della cute.
Il trattamento non presenta controindicazioni, tranne nei/nelle pazienti di colorito scuro, che sono predisposti/e ad un rischio elevato di alterazioni della pigmentazione post- trattamento.
Un’importante controindicazione è rappresentata da pazienti poco motivati o poco collaboranti, che non siano in grado di seguire scrupolosamente la terapia post-chirurgica.
Nel caso esistano precedenti di infezioni erpetiche, verrà prescritta una terapia con Aciclovir da cominciare qualche giorno prima. La profilassi antivirale, come anche una profilassi antibiotica, risulta particolarmente importante nel caso venga programmato un trattamento con solo Erbium che, non raggiungendo temperature elevate, non distrugge gli eventuali microrganismi o virus presenti sulla superficie cutanea.

TECNICA OPERATORIA – La metodica viene abitualmente condotta in anestesia locale o in anestesia generale, a seconda dell’estensione dell’area che si desidera trattare.
Dopo il trattamento la cute risulta danneggiata superficialmente, e verrà coperta dal medico con una medicazione occlusiva per circa cinque giorni.

DOPO IL TRATTAMENTO – Dopo il trattamento non è presente dolore, anche se si manifesta abitualmente un gonfiore del volto, destinato a diminuire gradualmente. Dopo cinque-sei giorni il medico rimuoverà la medicazione e prescriverà una pomata antibiotica o detergente atta a favorire la rimozione delle crosticine ancora presenti, che il paziente non dovrà assolutamente grattare o rimuovere.
A guarigione avvenuta, è presente un arrossamento più o meno intenso a seconda della profondità del trattamento eseguito.
In questa fase è particolarmente importante utilizzare creme solari a filtro totale, per il rischio elevato di iperpigmentazione della zona trattata nel caso venga esposta, senza protezione, all’azione dei raggi ultravioletti.
La paziente deve essere consapevole dell’importanza di seguire scrupolosamente i consigli medici per ottenere nel minor tempo possibile i risultati estetici desiderati.

COMPLICANZE – Difetti della cicatrizzazione, quali cicatrici ipertrofiche o cheloidi, sono eccezionali dopo trattamento laser, che permette di calibrare esattamente la profondità del trattamento.
Un rischio meno remoto è rappresentato dai difetti della pigmentazione, più frequentemente sotto forma di iperpigmentazione, più frequente nelle pazienti di colorito scuro.
La principale causa di iperpigmentazione dopo trattamento laser è comunque dovuta all’esposizione del/la paziente, dopo il trattamento, ai raggi ultravioletti senza una adeguata protezione solare.

(Testo a cura del Dott. Elio Caccialanza)

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