Premio “Antonino Campanella”

In occasione del Workshop tenutosi all’IDI a giugno 2011, è stato istituito il Premio “Antonino Campanella”, indirizzato ai medici del V anno di specializzazione in Chirurgia Plastica delle 5 scuole romane. Considerando che si tratta di un evento formativo, che mira a verificare le capacità del candidato di presentare un lavoro scientifico in ambito congressuale, verranno valutate principalmente chiarezza espositiva, concisione, rispetto dei tempi e, solo in ultimis, il contenuto.
Caratteristiche :
Presentazione orale ppt di 10 minuti strutturata in: premessa, introduzione, materiali e metodi, risultati, discussione e conclusioni. Le domande correlate di generalità, anno e scuola di iscrizione e titolo della presentazione dovranno pervenire a breve via mail alla segreteria ACPIC (claudiobernardi@tiscali.it). I lavori saranno presentati durante la riunione ACPIC di martedì 8 novembre.
La premiazione avverrà in quella di martedì 13 dicembre 2011.
Premi in palio: Primo classificato G. Botti Chirurgia estetica dell’ invecchiamento facciale - Piccin ed. A tutti i partecipanti N. Scuderi A me la mela - Feltrinelli ed.

Seni rifatti, i divieti per le ragazzine

Le richieste Liposuzione, aumento del seno e plastica alle orecchie

Germania: intervento estetico per 100mila under 18 l’anno. La Cdu: obbligatorio il doppio parere medico

 

MILANO - Per due su 5, la
liposuzione è il grande sogno proibito. Una su 10, invece, si spinge un
po’ più in là; a mamma e papà chiederebbe in regalo un bel seno nuovo,
e chi se ne importa se il compleanno da festeggiare varia dal nono al
14esimo, quando la donna è ancora nascosta dietro la bambina.

Elena Santarelli (Ansa)

Le adolescenti tedesche (e i loro coetanei maschi) si
lasciano sedurre in massa dal bisturi — 100.000 under 18 si
sottopongono ogni anno a un’operazione di estetica — e il governo,
preoccupato, corre ai ripari. Parola d’ordine: «Reagire», come proclama
Marion Caspers- Merk, segretaria di Stato parlamentare alla Sanità.
L’obiettivo è quello di limitare il più possibile — al netto di
orecchie a sventola, malformazioni o cicatrici — il ricorso dei
teenager alla chirurgia estetica. Perché l’ok dei genitori non basta
più. E così, mentre l’associazione di consumatori Verbraucherzentrale
chiede di introdurre un «tempo di riflessione di 6 settimane» tra il
primo faccia- a-faccia con il medico e l’intervento, la Cdu di Angela
Merkel pensa a un protocollo nazionale che renda obbligatoria una
«doppia consulenza», incrociata e vincolante, di due specialisti.

«Ma una legge non serve: basterebbe che
i medici fossero più seri»,
commenta lapidario Francesco D’Andrea,
docente di Chirurgia plastica a Napoli II e segretario del Sicpre, la
Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.
Perché è vero che la richiesta di interventi in fase adolescenziale c’è,
anche in Italia:
«A livello mediatico c’è un bombardamento sulle possibilità offerte dalla
chirurgia plastica, e il ragazzino non si rassegna ad aspettare. Ma
nessun collega opererebbe un seno prima dei 18-20 anni».
Nel nostro
Paese, oltretutto, «la chirurgia estetica non rientra nei livelli
essenziali di assistenza — ricorda Carlo Lucchina, direttore generale
della sanità in Lombardia —, quindi il sistema sanitario è coinvolto
solo in casi di natura clinica specifica ». E regolamentare con un
arbitrato il ricorso a prestazioni private rischia di essere
complicato. Se non, addirittura, «un’interferenza e un sopruso », come
lo definisce Maurizio Priori, presidente della Sies (Società italiana
di medicina e chirurgia estetica). Perché «intervenire sul seno a
quell’età è discutibile, a meno che sia necessaria una riduzione per
evitare cifosi alla schiena; ma ci sono altri interventi, dalla
liposcultura all’otoplastica, che hanno un rischio bassissimo e possono
liberare da seri complessi psicologici ». Liposuzione (vale a dire
liposcultura), aumento del seno, plastica a naso o orecchie: queste,
secondo Priori, le richieste più diffuse tra gli under 18. La rimozione
della cellulite è in cima alla classifica, «ma andrebbe fatta anche
come medicina preventiva, per evitare aumenti di peso o volume… ».
Insomma, «ci sono casi — chiosa D’Andrea — in cui la chirurgia estetica
su un giovanissimo è giustificata

Niente leggi, tagliano corto i chirurghi;
no ai divieti, concorda
la scrittrice Melissa Panarello, 22 anni.
Lei un paio di anni fa ci aveva pure pensato, «volevo un seno più grande,
giusto per riempire qualche vestito… Poi ho deciso:nel caso, preferisco
avere prima un bambino.
Ma temo che una limitazione alla facoltà di decidere del proprio corpo
possa portare al "turismo sanitario"». E comunque, ride,
«qui una cosa del genere non passerà mai, con questo governo che pensa a
portare le belle ragazze in Parlamento… ». La sua quasi-coetanea Elena
Santarelli, su Mtv Italia con Trl-Total Request Live, la vede un po’
diversamente: «Io il seno me lo sono rifatto a 24 anni, pensavo che con
il mio fisico sarei stata meglio così. Ma sono favorevole a una
regolamentazione ». Il motivo sta anche nelle ragazze che incontra in
studio, «alcune mi dicono: come vorrei avere il tuo corpo… Ma rifarsi
il seno non vuol dire diventare automaticamente così! Tra le
giovanissime vedo una crescita dell’obesità, fumano e bevono, mangiano
al fast food, non fanno sport. Poi si guardano allo specchio e non si
riconoscono più. Ma a quel-l’età, il fisico si può modellare ». Anche
senza bisturi.

Gabriela Jacomella
20 maggio 2008   da Corriere della sera.it

1 comment to Seni rifatti, i divieti per le ragazzine

  • eva

    gentile prof. scuderi, mi sono affidata al suo studio sito in via veneto per risolvere un problema di grave peluria al viso. la dottoressa onesti mi ha sottoposta al deka laser per quasi due anni …senza alcun risultato… senza alcun mio problema ormonale..solo ora la onesti mi propone la luce pulsata dopo avermi fatto spendere una cifra esorbitante… la luce risolvera il caso ma le chiedo perche non farla prima ? ho la pelle chiara e i peli nerissimi ottimi parametri per l utilizzo della luce…eppure solo ora me la fa iniziare. mi sento presa per scema e davvero vergognoso approffittarsi dei disagi delle persone ma mi creda non pensavo che tutto cio potesse accadere proprio nel suo centro vista la sua innegabile professionalita. prof, scelga meglio i suoi collaboratori perche di certo nn potro far buona pubblicita alla d onesti. cordiali saluti eva graziosi.